In questi giorni si parla molto dei casi di epatite A rilevati in Campania (150) e in provincia di Latina (24). Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità riporta che già nel 2025 il numero dei casi su territorio nazionale (631) è stato nettamente superiore a quello dell’anno precedente (443).
L’epatite A è un’infezione causata dal virus HAV, che colpisce il fegato; è letale solo in piccole percentuali (0,1%, 0,3%) ma la percentuale cresce negli over 50 (1,8%) mentre nella maggioranza dei casi si risolve in 1-2 settimane, e a volte è asintomatica, specialmente nei bambini.
I sintomi sono leggera febbre, ittero, nausea, stanchezza, urine scure e inoltre, si evince dai valori delle transaminasi e della bilirubina.
Il virus HAV si trasmette per via oro-fecale: la modalità più comune, anche in questi ultimi casi, è la consumazione di alimenti crudi che sono entrati in contatto con acque o terreni contaminati da feci.
L’esempio più classico sono i frutti di mare, ma anche i frutti di bosco, specialmente se surgelati, andrebbero consumati solo previa cottura (basta farli bollire un paio di minuti).

Anche alcune pratiche sessuali che potenzialmente mettono in contatto bocca e feci possono essere veicolo di contagio, ad esempio, il rimming.
Inoltre è molto importante lavarsi sempre le mani dopo essere andati in bagno e sperare che anche l3 altr3 lo facciano!

Ma il metodo di prevenzione più sicuro è il vaccino. Si somministra in due dosi a distanza di 6 mesi. Può essere gratuito, ma varia da Regione a Regione, per chi è consideratə a rischio a causa del lavoro che fa, o perché viaggia in paesi dove l’epatite A è endemica, o perché ha contatti stretti con una persona ammalata. Ci si può informare presso il centro vaccinale della propria ASL o presso lə propriə medicə curante.

