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DoxyPEP: cosa, come, quando.

La DoxyPEP (profilassi post-esposizione con doxiciclina) consiste nell’assunzione, dopo avere fatto sesso, di un antibiotico, la doxiciclina, per prevenire alcune infezioni batteriche trasmesse per via sessuale.

La doxiciclina è l’antibiotico più indicato perché ha un costo contenuto, non interagisce con la maggior parte degli altri farmaci e ha relativamente pochi effetti collaterali.

Il farmaco viene già utilizzato come profilassi contro la malattia di Lyme e la malaria.

Studi scientifici hanno dimostrato che la doxiciclina previene il 70-90% delle infezioni da clamidia e sifilide. La sua azione preventiva contro la gonorrea è più variabile, oscillando dallo 0 al 60%.


L’idea della DoxyPEP è partita principalmente dai membri delle comunità maggiormente interessate dalle infezioni sessualmente. Alcune indagini tra gli MSM che avevano usufruito dei servizi per le IST nel Regno Unito, in Belgio, nei Paesi Bassi e in Australia tra il 2019 e il 2024 hanno rilevato che antibiotici come PEP (Profilassi Post Esposizione) per le IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) erano stati usati dall’8% al 10% degli intervistati.

Un’indagine condotta in Spagna nell’estate 2024 ha riscontrato che il 55% di 150 MSM (uomini che fanno sesso con uomini) che già utilizzavano la PrEP per l’HIV, avevano assunto anche la DoxyPEP.

L’antibiotico, può essere assunto anche come DoxyPrEP (Profilassi Pre Esposizione), ovvero una capsula da 100 mg, ogni giorno, anche se si consiglia di iniziare con due compresse, il primo giorno.

Si consiglia di assumere DoxyPEP entro 24 ore dall’ultimo rapporto, come “pillola del giorno dopo” per le IST. Ma sembra che sia efficace fino a 72 ore dopo il sesso. Quindi, se si ha un fine settimana particolarmente attivo e, ad esempio, si fa sesso venerdì, sabato e domenica, non è necessario assumere la doxiciclina ogni giorno: si può prendere la compressa la domenica sera o il lunedì mattina.
 


Sono stati condotti quattro studi randomizzati sulla DoxyPEP, su una popolazione di 430 persone, e tre studi più piccoli sulla DoxyPrEP, su una popolazione di 41 persone.

I risultati di questi sette studi – compreso quello africano sulle persone con vulva che non ha mostrato alcuna efficacia – mostrano che la doxiciclina ha fermato il 76% delle infezioni da clamidia e sifilide che altrimenti si sarebbero verificate.

L’efficacia sulla prevenzione della gonorrea è stata stimata al 35%, ma si tratta di un range estremamente variabile che va da 0 a 68%.


L’unico studio sulla doxiciclina usata come profilassi per le IST è stato fatto sulla DoxyPrEP in una popolazione di sex workers in Giappone. C’è stato anche uno studio sulla DoxyPEP in donne cis africane che non ha dimostrato efficacia, probabilmente a causa di scarsa aderenza.

Al momento non è stato dimostrato che la DoxyPEP sia efficace sulle donne cisgender; non c’è motivo di pensare che non lo possa essere, ma è necessario fare studi che lo dimostrino.


Per evitare tali fastidi, è consigliabile assumerla con molta acqua e magari con del cibo. E’ però da evitare di prendere il farmaco con antiacidi ed evitare il latte e i prodotti caseari fino a due ore dall’assunzione, in quanto possono interferire con l’assorbimento.

La doxiciclina può aumentare la fotosensibilità della pelle: è importante quindi non esporsi al sole e mettere creme protettive.

Inoltre, alcune evidenze mostrano che l’uso prolungato di doxiciclina, specialmente se intermittente, può far peggiorare gli effetti collaterali. Quando la doxiciclina è utilizzata nella profilacome trattamento (ad esempio per malattie della pelle) o come profilassi (ad es. per la malaria) solitamente viene prescritta per un ciclo di quattro settimane.


Le cose stanno diversamente per quanto riguarda il batterio causa della gonorrea, che ne sviluppa facilmente, tanto che fin dal 1940 è divenuto resistente a diverse classi di antibiotici. Il primo caso di resistenza del batterio della gonorrea alla classe delle tetracicline (che è quella cui appartiene la doxiciclina) è stato osservato nel 1962.

Non tutti i batteri della gonorrea sono resistenti, infatti, la differenza dell’efficacia della DoxyPrEP e DoxyPEP nei confronti di tale infezione riscontrata negli studi è dovuta, probabilmente, alle differenze di luogo. Un sondaggio europeo ha mostrato che la proporzione della resistenza della gonorrea alle tetracicline, oscilla dal 12% in un paese al 90% in un altro.

E’ improbabile che l’assunzione di doxiciclina come PrEP o PEP causi direttamente l’incremento di resistenze della gonorrea ai trattamenti e questo perché le già numerose resistenze dell’antibiotico hanno fatto sì che il suo uso come trattamento della gonorrea venisse sospeso fin dai primi anni 90.

Attualmente la gonorrea viene trattata con antibiotici di classi differenti, come ceftriaxone, ciprofloxacina o azitromicina, ed è infatti molto importante NON utilizzare questi antibiotici per prevenire le IST.

E’ però possibile che l’uso altamente diffuso di DoxyPEP possa causare casi di gonorrea resistente alla doxiciclina e che quindi fallisca come strumento di prevenzione. Nei due più grandi studi di controllo randomizzati, le persone che assumevano DoxyPEP hanno acquisito una gonorrea resistente alle tetracicline tre volte di più di quelle che non l’avevano assunta.
 


Gonorrea, clamidia e sifilide sono le tre IST batteriche più comuni. Sono estremamente frequenti e l’incidenza di gonorrea e sifilide è in crescita, in Europa. 

SINTOMI: I sintomi, quando sono presenti, comportano infiammazione e spesso perdite dall’uretra, dal retto o (raramente) dalla gola negli uomini e dalla cervice nelle donne. La gonorrea uretrale solitamente comporta sintomi.

Un particolare ceppo di clamidia può causare un’infezione più acuta e dolorosa, il linfogranuloma venereo (LGV), soprattutto negli MSM (uomini che fanno sesso con uomini); ma anche questa infezione può essere asintomatica.

Le reazioni immunitarie naturali dell’organismo spesso portano a una guarigione spontanea dalla clamidia e dalla gonorrea, in un tempo medio, rispettivamente, di 13 e di 10 settimane. Tuttavia, non sono ancora chiari i fattori per cui alcune infezioni si risolvono, mentre altre no.

Se non trattata, la clamidia può causare la malattia infiammatoria pelvica, che può portare all’infertilità nel 10-20% nelle persone con utero.

Inoltre la gonorrea può causare occasionalmente infiammazione dello scroto e dei testicoli. Raramente, nell’1-2% dei casi, può causare artrite o malattie delle valvole cardiache.

La sifilide è nota per la sua capacità di provocare un’ampia varietà di problemi sistemici, ma agisce lentamente e di solito viene trattata prima che si aggravi. Non si risolve mai spontaneamente e i primi sintomi, come l’eruzione cutanea, a volte non vengono notati.

La sifilide precoce può causare disturbi gravi come la meningite, che in uno studio statunitense si è verificata nel 2,1% degli uomini gay HIV positivi e nello 0,6% di uomini HIV negativi.

Le altre IST più comuni, come l’epatite B e C, l’herpes, l’Mpox, e l’HPV (condilomi genitali), sono causate da virus e non possono essere prevenute con l’assunzione di doxiciclina o di altri antibiotici, benché l’HIV si possa prevenire assumendo farmaci antiretrovirali prima (PrEP) o dopo il sesso (PEP).


Anche se gli studi clinici hanno affermato l’efficacia della DoxyPEP nella prevenzione delle infezioni batteriche, in particolare di sifilide e clamidia, non c’è, tra gli esperti di salute pubblica, un consenso globale sull’uso diffuso di tale farmaco a causa delle preoccupazioni sui rischi potenziali dell’aumento di resistenze antimicrobiche.

Attualmente, non vi sono linee guida che raccomandino la DoxyPrEP, poiché gli studi condotti non hanno numeri sufficienti. 

Anche se non c’è motivo di pensare che sarebbe meno efficace, è necessario produrre maggiori evidenze. Questo significa che, al momento, è improbabile che la doxiciclina come prevenzione delle IST venga prescritta da ospedali e ambulatori a carico del Servizio Sanitario Nazionale. 

Può essere prescritta da un medico di fiducia, se considera un alto rischio per IST, ma probabilmente il costo del farmaco sarà a carico della persona (in farmacia circa 4 euro per una scatola da 10 compresse).