Pochi giorni fa un gruppo di ricercator3 del dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’Università di Amsterdam, ha realizzato e pubblicato per la prima volta una mappatura tridimensionale dettagliata della rete nervosa della clitoride*.
* Nel linguaggio scientifico si troverebbe “del clitoride”, al maschile, ma visto il ritardo di decenni con cui la scienza si è preoccupata del piacere delle persone con vulva, noi scegliamo l’uso transfemminista: “la clitoride”.
Questo risultato colma una lacuna significativa nella conoscenza anatomica, considerando che strutture equivalenti, tra cui il pene, sono studiate con questo livello di precisione da più di 30 anni fa.
Questa differenza temporale racconta tutto lo squilibrio nella produzione di conoscenza scientifica sul corpo. La ricerca ha permesso di osservare una struttura complessa e ramificata, distante dall’idea semplificata di un organo piccolo e localizzato.
La clitoride appare come un sistema articolato, composto da più rami nervosi che si distribuiscono nello spazio circostante, formando una rete estesa e interconnessa. Non si tratta quindi di un punto isolato, ma di una configurazione diffusa.
La rete nervosa non si limita alla parte visibile, ma si estende verso il cappuccio clitorideo, il monte di Venere, le labbra e altri tessuti della vulva, mostrando una continuità tra diverse aree del corpo.
La sensibilità risulta quindi distribuita e non confinata, mettendo in discussione rappresentazioni anatomiche riduttive. Alcuni modelli precedenti ipotizzavano una riduzione della funzione sensoriale nelle porzioni più distali. Le nuove evidenze indicano invece una continuità funzionale della rete nervosa, senza una reale interruzione verso la punta.
Questa revisione implica una correzione di descrizioni che hanno influenzato a lungo la comprensione del piacere corporeo.
Il ritardo nella produzione di queste conoscenze non si spiega solo con limiti tecnologici. Per lungo tempo, lo studio del corpo e del piacere delle persone con vulva è stato marginale rispetto ad altri ambiti della ricerca medica e scientifica. Un’assenza che ha prodotto conoscenza incompleta, e spesso distorta, del corpo .
Disporre di una mappa più accurata ha implicazioni rilevanti anche sul piano clinico.
Una migliore comprensione della distribuzione dei nervi può contribuire a ridurre i rischi durante interventi chirurgici, a migliorare gli esiti delle ricostruzioni genitali e a supportare percorsi di affermazione di genere.
La conoscenza anatomica incide direttamente sulla qualità delle cure.
Ancora una volta è chiaro quanto la produzione di conoscenza sul corpo non è neutrale.
Ciò che viene studiato, rappresentato e insegnato riflette priorità storiche e culturali, che hanno spesso escluso o semplificato alcune esperienze corporee. Rendere visibile la complessità della clitoride significa intervenire su questa lacuna, ampliando l’accesso a informazioni corrette su corpo, piacere e salute.
